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No no, non intendo un'uscita al buio combinata per conoscere qualcuno, ma proprio buio inteso come assenza di luce. Luci spente, cellulari spenti, finestre sigillate.
Insomma, al buio!
Felice, ex judoka ora scultore, e Pierino, che suona chitarra e fisarmonica, entrambi non vedenti, ci accompagneranno in questa serata facendoci provare questa emozione tanto unica per noi quanto quotidiana per loro.
Due rampe di scale da salire in fila indiana, gia' al buio, poi veniamo indirizzati verso le due tavolate e ci invitano a sederci senza troppi complimenti: lo scopo della serata e' quello di spegnere totalmente il piu' sopravvalutato dei nostri sensi per imparare a sfruttare un po' di piu' gli altri.
Mentre ci accomodiamo ci viene spiegato come riconoscere l'acqua frizzante da quella naturale, ci viene detto che sul tavolo sono presenti vini differenti, prendendoci un po' in giro ci spiegano la differenza tra forchetta e coltello e ci ricordano che, essendo al buio, se proprio si e' in difficolta' si puo' mangiare con le mani senza timore di offendere il galateo. Anticipando con velato sarcasmo che le portate principali saranno zuppa e brodetto.
Scopriamo subito che centrare il bicchiere senza vederlo non e' poi cosi' difficile, basta infilarci un dito dentro ed usarlo come punto di riferimento per conoscere il livello del liquido, salvo poi mancare clamorosamente la bocca nell'intento di bere.
E' ora dell'antipasto e i nostri camerieri, evidentemente piu' a loro agio rispetto a noi, rassicurano chi ancora teme di non riuscire a mangiare: loro non hanno mai visto un cieco anoressico, mangiare senza vista e' sicuramente possibile. Tra le risate da parte di tutta la sala i primi che ricevono il piatto si avventurano nel tentativo di indovinarne il contenuto: chi dice tigelle, chi crescentine, chi inveisce verso i bolognesi che ancora non hanno capito la differenza, fatto sta che la portata d'ingresso ci grazia.
Un po' gasati, forse tratti in inganno dalla facilita' con la quale riusciamo a mangiare, cerchiamo di indovinare la farcitura. E qui inizia la parte divertente della cena: manca solo quello che no sono sicuro, e' nutella!
Insomma, una ripieno di battuto di lardo classico, l'altra salame prosciutto e formaggio, accompagnate da un buon bicchiere, o quel che ne rimane dopo l'incidente, di...Pignoletto. La prima bottiglia ci grazia.
Avanti col secondo piatto, tra una battuta ed uno stornello dei due ospiti, che regala emozioni uniche.
Sono passatelli!, si sente dire dall'altro tavolo, fanno odore di passatelli in brodo! Diventa interessante l'idea di dover mangiare passatelli in brodo con la forchetta, ma il dubbio che non siano proprio passatelli in effetti c'e' e quello che trovo nel piatto e' riso.
Certo il brodo sarebbe stato sicuramente peggio, ma avete idea di quanto possa essere complicato finire un piatto di risotto senza veder assolutamente nulla? Almeno la meta' delle volte la forchetta arriva alla bocca tristemente vuota e meno riso c'e' nel piatto piu' diventa difficile trovare i chicchi.
Cercando il contenitore portapane scoviamo altre bottiglie, la forma ci aiuta a capire che si tratta di vini diversi dal primo Pignoletto, e mentre alcuni si buttano con la faccia nel piatto per sincerarsi di non aver lasciato indietro del riso altri si lanciano nell'impresa del secolo: indovinare quali vini sono gli altri tre.
L'arrivo della terza portata, un secondo di carne, potrebbe salvarci dalla figuraccia ma preferiamo rincarare la dose lanciandoci con nuovi pronostici.
Roastbeef, bresaola, prosciutto, carnecom'e'chesichiama. Ma c'e' la cipolla? chiedono alcuni.
Fatto sta che la portata e' Carne Salada, ripiena di caprino ed erba cipollina, con un filo d'olio a guarnire. Abbandono le posate, tanto nessuno lo sapra' mai, poi soddisfatto della scelta e sentendolo in grossa difficolta' consiglio al vicino di fare lo stesso.
Arriviamo al dolce, tre bicchieri di sorbetto gusti vari e fortunatamente semplici da indovinare, un po' malconci tra briciole di pane, insalata ovunque e mani degne di un bambino al pranzo del suo sesto compleanno, con gli occhi stanchi dalla continua ma inutile ricerca di luce. Pronti a tirare le somme.
Poco piu' di due ore totalmente al buio, per vivere solo una sera come Felice e Pierino, e scoprire che si possono vedere tantissime cose anche senza vederle.
Grazie ai due stupendi camerieri, allo chef Fabio che ha cucinato per noi, al bellissimo labrador di Felice che e' stato seduto tutta la serata senza lamentarsi ne' chiedere cibo e arrivederci all'anno prossimo! |